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MOZART
Casa discografica IKTIUS, anno 2000

 

 



Cd Titolo K Data Pd Ps Note Tempo
1 Sonata in do 1° tempo K 545 1788 78 2 1318 1’45
2 Sonata in do 2° tempo     157 3 1911 3’18
3 Sonata in do 3° tempo     1 0 867 1’06
4 Sonata in si bem. 1° tempo K 333 1778 176 9 2796 4’19
5 Sonata in si bem. 2° tempo     205 2 1437 4’05
6 Sonata in si bem. 3° tempo     192 11 3144 5’48
7 Pezzo in si bem. K 9b (5b) 1764 23 0 395 0’46
8 Minuetto in do K6 15rr 1765 10 0 96 0’11
9 Minuetto in fa K6 15nn 1765 0 0 59 0’05
10 Molto allegro in sol K 72a 1770 c. 4 0 339 0’28
11 Tempo di sonata in do K deest 1771 c. 18 0 392 0’33
12 Fuga in re K6 73w 1773 0 0 35 0’10
13 Dürnitz Sonate: Allegro 1°vers. K 284 (205b) 1775 66 0 1449 1’55
14 Fuga in sol K Anh. 41 (375g) 1776/77 o 1782 84 0 406 1’09
15 Fuga in do min. K Anh. 39a (626b/27) 1780 42 0 263 0’41
16 Allegro in si bem. K 400 (372a) 1781 92 0 1757 2’23
17 Fuga in fa K Anh. 33 e 40 (383b) 1782 0 0 106 0’15
18 Fuga in do min. K Anh.39 (383d) 1782 8 0 53 0’13
19 Fuga in sol min. K 154 (385k) 1782 64 0 306 0’46
20 Fuga in mi bem. Nr. 1 K 153 (375f) 1782 41 0 401 0’45
21 Fuga in mi bem. Nr. 2 K 153 (375f) 1782 8 0 44 0’15
22 Fantasia in fa min. K Anh. 32 (383c) 1782 o 1789 33 0 419 1’12
23 Suite: Sarabanda in sol min. K 399 (385i) 1782 11 0 59 0’17
24 Adagio in re min. K Anh. 34 (385h) 1782 ? 8 0 60 0’26
25 Minuetto in re K Anh. 34 (385h II; 576a) 1782 c. 0 0 62 0’06
26 Fuga in fa K 375h; K Anh. 109g Nr. 14 (626b/14) 1782/83 0 0 105 0’13
27 Tempo di sonata in si bem. K Anh. 31 (569a) 1787-89 15 0 198 0’22
28 Tempo di sonata in fa K Anh. 29 (590a) 1787-89 5 0 77 0’09
29 Tempo di sonata in fa K Anh. 30 (590b) 1787-89 7 0 136 0’17
30 Rondò in fa K Anh. 37 (590c) 1787-89 29 0 382 0’35
31 Adagio in si min. K deest 1788 13 0 100 0’32
32 Minuetto in re K 355 (594a; 576b) 1789/90 53 0 550 0’54
33 Esercizio per le dita in do K6 626b/48 1789 c. 0 0 712 0’59
34 Esercizio di tecnica: Nr. 1     0 0 66 0’05
35 Esercizio di tecnica: Nr. 2     2 0 60 0’05
36 Esercizio di tecnica: Nr. 3     4 0 68 0’11
37 Esercizio di tecnica: Nr. 4     0 0 41 0’05
38 Esercizio di tecnica: Nr. 5     3 0 78 0’06
39 Pezzo in mi bem. K deest   18 0 159 0’23
40 Contrappunto in mi bem. Nr.1 K deest   24 0 161 0’32
41 Contrappunto in mi bem. Nr.2 K deest   10 1 140 0’13
42 Fuga in mi min. Nr. 1 K deest   30 0 273 0’54
43 Fuga in mi min. Nr. 2 K deest   30 0 211 0’43
44 Fuga in mi min. Nr. 3 K deest   12 0 56 0’19
45 Fuga in mi min. Nr. 4 K deest   16 0 90 0’18
46 Fuga in mi min. Nr. 5 K deest   41 0 390 1’07
47 Fuga in mi bem. Nr. 1 K deest   14 0 129 0’14
48 Fuga in mi bem. Nr. 2 K deest   15 0 105 0’19
49 Fuga in re min. K deest   41 0 232 0’52
50 Pezzo in sol K deest   25 0 408 0’43
51 FALOSSI Figura sonora Mozart 1999 60 0 541 2’02
52 FALOSSI Pasticcio su frammenti di Mozart 1998 272 0 3808 5’18
TOTALE   2060 28 27450 55’24
Pd = pedale destro Ps = pedale sinistro

Registrato nel: 1999 negli studi Iktius

Testo: Sergio Mora

Pianoforte: Bösendorfer grancoda

Traduzione: Emma Rita Strengacci

Tecnico di registrazione: Carlo Tedeschi

Foto: Edoardo Bona Morigi

 

 

Marco Falossi, nato a Empoli (FI) nel 1965, vive a Milano.
Iniziato lo studio del pianoforte all’età di sei anni con Midori Kasahara, si è poi diplomato al Conservatorio di Milano con Piero Rattalino. Contemporaneamente ha frequentato il corso di Composizione con Gianni Possio.
Nel 1993 vince il Primo Premio Assoluto al Torneo Internazionale di Musica a Roma.
Nel 1994 suona alla Radio Vaticana e su TV RAI 1 per un programma musicale in Eurovisione.
Nel 1995 esce il suo primo CD dal titolo “Tutto Staccato” e, nel 1997, il secondo CD “Solo Staccato”. Infatti le esecuzioni di Marco Falossi includono la personalissima scelta di suonare tutte le note staccate creando suoni con particolarità timbriche diverse dalle sonorità tradizionali. Questa sua tecnica dello staccato è stata sempre messa in risalto dalla stampa specializzata.

Attraverso un accurato e capillare lavoro di ricerca, Marco Falossi è riuscito a riunire per la prima volta in questo suo CD tutti i frammenti di Mozart, molti dei quali in prima esecuzione assoluta. Questa importante operazione ha permesso di accostare organicamente in un unico corpus, e quindi di mettere in risalto, una parte della produzione mozartiana spesso tralasciata o comunque trattata in modo disorganico. L’incompiutezza di questi pezzi infatti non compromette il loro valore, al contrario essi costituiscono un efficace strumento per lo studio e la comprensione dell’intera opera mozartiana.
Marco Falossi esegue i frammenti in modo personale, applicandovi la sua tecnica dello “Staccato”, una tecnica che trova in Mozart una delle sue migliori espressioni consentendo una brillantezza e una vivacità timbrica particolarmente vicine allo spirito mozartiano e altrimenti difficilmente ottenibili.

 

IL LABORATORIO ONIRICO DI UN GENIO
(I FRAMMENTI PIANISTICI DI MOZART)

Mozart era un genio torrenziale, le composizioni uscivano già pronte e complete dal suo cervello mediante un processo di accumulazione fantastica che solo la sua mente musicale poteva permettersi. A differenza di Beethoven, Mozart non operava su materiali lungamente perseguiti e rincorsi sui taccuini e i promemoria. La fabbrica musicale mozartiana è un mistero perché è tutta racchiusa tra i lobi del suo cervello. Questi frammenti sono stati annotati sicuramente per qualche motivo artistico che il tempo non ha permesso di realizzarsi. È difficile fare delle congetture: le idee fermate sulla carta potevano essere sia dei mattoni costruttivi per un futuro edificio di difficile immaginazione, sia dei richiami tecnico-espressivi per improvvisazioni, rifiniture, spunti analogici non “criptici”, ma sicuramente avvolti dalla nebbia mobile e discontinua di cui sono fatti i sogni. Ogni nota scritta da Mozart possiede miracolosamente la fertilità creativa del processo dialettico insito fra l’ ”inc et nunc” della frase musicale. Così noi, in virtù di tale proprietà miracolosa, possiamo ascoltare queste magiche “schegge” come qualcosa di compiuto che, anche nelle sue ineluttabili sospensioni, evoca la completezza dell’opera d’arte nella sua totalità.
Il “Pasticcio su frammenti di Mozart” di Marco Falossi attinge abbondantemente al materiale assai stimolante dei frammenti mozartiani. Il gioco mnemonico dei rimandi e delle avvertibili citazioni diventa in Falossi palestra di funambolismi digitali e di combustioni tematiche risolte con svagata brillantezza in un girovagare onirico sulle note mozartiane.
Le figure sonore di Marco Falossi sono disegni, figure sul pentagramma formate da note musicali. Per la prima volta nella composizione figure e suoni si uniscono per far nascere un metodo compositivo mai realizzato. Già incise in CD ed eseguite in concerti, le figure sonore hanno già suscitato l’interesse da parte della critica come nuova formula compositiva.
La “Figura sonora Mozart” è un ulteriore invito a dar corpo e materia alla sostanza, purtroppo impalpabile, di cui sono fatti i sogni. Musica da vedere e musica da ascoltare: il profilo di Mozart racchiuso nella cornice di crome trattiene tutto ciò che noi inconsciamente conosciamo del salisburghese, ossia il gioco, l’irrequietezza ritmica, la nostalgia e la debordante simpatia. Le ultime note scritte da Falossi mimano, come nelle scritture teatrali di Puccini e Richard Strauss, il cadere del sipario, quasi a dire sintatticamente la parola “fine”, chiudendo il magico stampo con cui sono fatti i sogni.

Sergio Mora

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