Home » Discografia » Mozart

PIANOFORTE MARCO FALOSSI FANTASIE
Casa discografica VELUT LUNA, anno 2001

 

 



Cd Titolo
1 HOROWITZ
Trascrizione su stars and stripes forever di Sousa
2 BLUMENFELD
Suite lyrique Op.32 N°9
3 BUSONI
Trascrizione sulla toccata e fuga in re- di Bach
4 GODOWSKY
Trascrizione su il cigno di Saint-Saëns
5 GODOWSKY
Trascrizione su Santa Lucia
6 MASSENET
Improvviso N°1
7 LJADOW
Preludio: Op.11 N°1
8 LJADOW
Preludio: Op.31 N°2
9 LJADOW
Preludio: Op.40 N°3
10 LISZT
T rascrizione sulla marcia nuziale di Mendelssohn
11 FALOSSI
F igura sonora: 2001
12 FALOSSI
Fantasia su white christmas di Berlin
13 FALOSSI
Fantasia su rose del sud di Strauss
14 FALOSSI
Fantasia sull’Ave Maria di Bach-Gounod
15 FALOSSI
Fantasia sulla suite N°2 in si minore di Bach
16 FALOSSI
Fantasia sull’adagio di Albinoni
17 FALOSSI
Fantasia sul preludio N°1
18 FALOSSI
Fantasia sul preludio N°4 di Chopin
19 FALOSSI
F antasia su la nave di Concato
20 FALOSSI
Fantasia su tico-tico di Abreu
21 FALOSSI
Fantasia per la sola mano sinistra su nessun dorma di Puccini
22 FALOSSI
Pasticcio sulle mazurche di Chopin
23 FALOSSI
Interpretazione biancha sull’ Op.6 N°14
24 FALOSSI
Interpretazione biancha sull’ Op.9 N°12 di Schumann
25 FALOSSI
Composizione N°1

Marco Falossi, nasce a Empoli (Firenze) nel 1965. Nel 1993 vince il primo premio assoluto al Torneo Internazionale di Musica (T.I.M.). Questo è il suo quarto cd.
Dal 1994 incide i suoi primi 3 cd con la casa discografica Iktius, registrando spesso pezzi e compositori di rara esecuzione pianistica come Godowsky, Hess, Rosenthal, Blumenfeld, Thalberg, Busoni e lo stesso Falossi.
Attraverso i suoi concerti, composizioni e registrazioni, Marco Falossi ha spesso riscontrato dalla critica stampata le più volubili forme di giudizio.

1-10 Con Horowitz, Busoni, Godowsky e Liszt la “trascrizione” per pianoforte acquista una propria forma d’arte indipendente.
La melodia famosa diventa così un buon pretesto per far nascere un brano pianistico con una sua personalità e una sua inventiva.
In Blumenfeld, Massenet, Ljadow, ho trovato, attraverso i loro brevissimi pezzi, il piacere di una ricerca sonora.

11 (2001) La “figura sonora “ è un disegno sullo spartito formato da note musicali. In passato, ho inciso “Teschio”, “Farfalla”, “Mozart”. Questa quarta figura sonora “11 settembre” è stata disegnata anziché con note, con pause (vedi spartito).

12 (2000) Nella trascrizione del celebre canto natalizio Bianco Natale viene inserito un frammento del valzer op.64 n.3 di Chopin nella trascrizione di Godowsky.

13 (1990) Trascrizione sul valzer Rose del Sud op.388 di Johann Strauss (figlio) con un piccolo accenno del Bel Danubio blu.

14 (1999) Sul preludio n.1 in do maggiore di Bach, Gounod creerà una melodia diventata famosa in tutto il mondo.
Nel pianoforte il preludio viene eseguito con la mano sinistra mentre la destra arricchirà la melodia con suoni ornamentali.

15 (1989) La suite n.2 per flauto e orchestra d’archi in si minore BWV 1067 di Bach è una successione di 7 danze.
Questa fantasia pianistica le racchiude in un tempo unico.
La sonata in si minore di Liszt, le canzoni Be my love e Azzurro vengono riadattate all’andamento musicale del brano.

16 (1992) Il tema dell’adagio di Albinoni entra dentro una situazione sonora caratterizzata da ritmi e armonie a me familiari.

17 (1990) Gli arpeggi costruiti sul preludio op.28 n.1 di Chopin vengono interrotti da accordi intensi per poi riprendere lo stile arpeggiato.

18 (1990) Il preludio n.4 di Chopin è tipicamente dolce, raffinato, romantico, meraviglioso. Potevo rendergli omaggio solo modificandolo in modo radicale.

19 (1996) Il trasformare una canzone, come “La Nave” di Concato, attraverso le mie Fantasie è sempre stato per me motivo di un’accattivante ricerca sonora.

20 (1991) Tico-Tico No Fubà possiede il ritmo singolare e tipico brasiliano. Ho diversificato il brano nel modo opposto con l’andamento del moto perpetuo e una linea dinamica sempre uguale. Alla fine c’è un accenno del valzer op.64 n.1 di Chopin.

21 (1989) Il comporre solo per la mano sinistra mi aiuta e mi costringe a ricercare nuove situazioni sonore, così Nessun Dorma dalla Turandot di Puccini viene fatta oggetto di sperimentazione di questa tecnica compositiva non molto diffusa.
Durante la Fantasia viene appena ricordato il concerto n.2 op.18 di Rachmaninoff.

22 (1987) Nel 1700 il termine “pasticcio” era l’unione di diverse arie d’opera di successo. Modificando il fine, ho basato la scelta dei pezzi non sul virtuosismo ma su un mio gusto emotivo e personale.
Le mazurche di Chopin formano il mio quarto Pasticcio: op.7n.1,op.24n.3,op.24n.4,op.30n.1,op.30n.2,op.30n.4, op.33n.4,op.67n.4,op.17n.4,op.67n.3,op.56n.2.

23-24 (2001) Le Interpretazioni Bianche nascono da una sperimentazione sull’annullamento, appiattimento e mancanza d’identità del suono. Tecnicamente si suona solo sui tasti bianchi, levando tutte le alterazioni. Rispetto al brano originale, i suoni di un’interpretazione bianca, diventano desolanti, sotterranei, quieti e inquieti. Le mie 2 cavie musicali sono l’op.6 n.14 da Davisbündler e l’op.9 n.12 “Chopin” da Carnaval di Schumann.

25 (1981) Composizione “n.1” perchè è la mia prima composizione registrata in un disco. Ho ancora numerose altre mie composizioni che vorrei registrare...

Marco Falossi

© Copyrights 2009 Marco Falossi. All rights reserved Credits